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Il TerritorioIl territorio di Fucecchio è di 65 kmq. incuneato tra le province di Pistoia, Lucca e di Pisa, confina a nord con i comuni di Chiesina Uzzanese e di Ponte Buggianese, a est con i comuni di Larciano e Cerreto Guidi, a sud con il Comune di San Miniato e a ovest con i comuni di S. Croce sull'Arno, di Castelfranco di Sotto e di Altopascio.
L'origine di Fucecchio è intorno al Mille, con il nucleo da cui si è sviluppato il centro storico di Fucecchio nel Castello di Salamarzana, con tutta probabilità, sull'altura occupata attualmente dalla Rocca trecentesca. Fatto erigere dai Conti Cadolingi dopo che la potente casata feudale di origine pistoiese aveva individuato nel Medio Valdarno inferiore un nuovo centro dei propri interessi.
A 45 chilometri da Firenze e a 38 da Pisa, sulla riva destra dell'Arno, ecco Fucecchio, una cittadina viva e operosa, in parte adagiata sopra un modesto colle e in parte distesa tutt'attorno alla sua base. Il colle erto e isolato, alto appena 55 metri sul livello del mare, costituisce l'estrema propaggine occidentale delle alture che dal Montalbano digradano a cuneo tra la valle dell'Arno e l'ultimo tratto del padule di Fucecchio.
Nella parte mediana della pianura, scorre, tortuoso e fiancheggiato da alti argini, il dantesco "fiumicel che nasce in Falterona e cento miglia di corso nol sazia", mentre l'Usciana, l'emissario del padule di Fucecchio, costeggia pigramente le Cerbaie fino al suo sbocco nell'Arno presso Montecalvoli. La parte della cittadina situata sul crinale e sul declivio sud-orientale del colle costituisce il centro storico, il cuore è rappresentato dalla piazza Vittorio Veneto, donde si diramano in tutte le direzioni le tipiche strade lastricate, irte e tortuose.
Emergono nel centro storico la Rocca del vecchio castello medioevale con le tre torri Gentile, Bernarda e Pagliaiola, rimaste gravemente danneggiate nell'ultima guerra, l'ospedale civico di S. Pietro Igneo, la settecentesca chiesa Collegiata con la rustica facciata di mattoni, la millenaria abbazia e la chiesa di S. Salvatore con la possente torre campanaria. Tra le due chiese si apre il Poggio Salamartano, già "sala marzana" dell'antico castello, un ampio piazzale panoramico, da cui si domina l'intera vallata e le alture circostanti.
Al di sotto del massiccio bastione che sostiene e delimita il Poggio Salamartano sul lato occidentale, discendono, in forte pendio, le piagge erbose. Dal Poggio Salamartano si abbraccia con lo sguardo un vastissimo panorama. I centri abitati di S.Croce sull'Arno, Ponte a Egola, Castelfranco, S. Miniato, Ponte a Cappiano, S. Maria a Monte, sono ben visibili da questa meravigliosa terrazza.
Alla bella pianura fanno degna cornice le ridenti colline che la delimitano ai due lati, rivestite da uliveti e vigneti, da campi di messi e boschi di querce e di pini, placide ville immerse in parchi di piante secolari e, sparse qua e là, solitarie case rurali. Una lunga e rapida scalinata di mattoni, di ben 115 gradini, le scarelle dei nostri vecchi, conduce alla base del colle, ovvero "sottopoggio". Portandoci all'estremità di via Castruccio (Piazzetta Bracci), ecco apparirci un altro stupendo paesaggio, costituito dalla distesa del padule, che si confonde in lontananza con la Valdinievole, dalle adiacenti colline delle Cerbaie da una parte, e del Montalbano dall'altra, e, più oltre, dall'ampia cerchia montuosa formata dalle Alpi Apuane e dall'Appennino Tosco-Emiliano.